Tutto è iniziato quando mi sono ritrovata a casa con il Covid. Non essendo abituata a stare chiusa in casa per così tanto tempo, dovevo trovare un modo per tenermi occupata e, soprattutto, per distrarre la mente. Così, mi sono ritrovata a pensare spesso ai miei viaggi, non quelli che accompagno per lavoro, ma i miei viaggi personali. Riflettendo, ho iniziato a notare le differenze tra questi due tipi di esperienze: i viaggi che organizzo per i clienti e quelli che faccio per me stessa.
E poi, all’improvviso, l’idea: “Perché non proporre ai miei clienti un tipo di viaggio simile a quelli che faccio io?” Perché non partire dai servizi essenziali e accompagnarli alla scoperta delle città più belle?
In questo modo, i clienti avrebbero molti vantaggi:
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Potrebbero visitare una città che non conoscono, ottimizzando i tempi di spostamento e di visita grazie alla mia esperienza.
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Si muoverebbero con facilità, perché il gruppo sarebbe composto da un massimo di 12 persone.
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Avrebbero la sicurezza di superare eventuali problemi legati alla lingua straniera.
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E, se preferiscono esplorare in autonomia, saprebbero di poter contare su di me per qualsiasi difficoltà o anche solo per un consiglio.
Per un accompagnatore, ripetere sempre gli stessi itinerari può diventare monotono. Da qui è nata l’idea di far muovere i partecipanti utilizzando i mezzi pubblici. In quasi tutte le città acquistiamo abbonamenti per i trasporti e ci spostiamo ovunque per scoprire il più possibile, ma sempre con calma, senza corse frenetiche.
Da quel momento, i minigruppi in tour sono diventati una vera e propria filosofia di viaggio, accolta con entusiasmo da molte persone che partecipano regolarmente alle proposte. La parola d’ordine è versatilità. Non ci sono programmi rigidi: ogni viaggio è pensato su misura, di volta in volta. I partecipanti si affidano completamente, sapendo che con il tempo a disposizione riuscirò a mostrare loro tutto ciò che è possibile, ottimizzando spostamenti e visite.
Il risultato? Un’esperienza intensa, un’immersione totale nella città, nella cultura (anche culinaria) e nelle tradizioni locali, quasi come se fossimo abitanti del luogo.
E sì, devo ammetterlo, questi viaggi sono vitali anche per me. Grazie a questa formula, sono riuscita ad allontanarmi dalla monotonia dei circuiti e degli itinerari sempre uguali. Ogni minigruppo è un’esperienza unica: anche visitando la stessa città, non ci sono mai due tour identici. Certo, ci sono monumenti imperdibili che accomunano ogni viaggio, ma le variabili – le persone, le atmosfere, le scelte del momento – rendono ogni esperienza sempre diversa.
Diletta